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lunedì 2 settembre 2013

La Siria

Ogni tanto mi capita di leggere sui social cosi di gente contro l'intervento americano militare in Siria perché "Siamo contrari alla guerra!". Mi chiedo allora per cosa siano morte più di centomila persone finora, forse perché quando si lotta e ci si uccide tra persone della stessa nazione non è una vera guerra.

P.S. che non c'entra niente con il post: ne approfitto per salutare una cara persona che non c'è più.

venerdì 30 agosto 2013

Quando una notizia ti fa piacere

Oggi il presidente Napolitano ha nominato quattro nuovi senatori a vita: Renzo Piano, Elena Cattaneo e, soprattutto dal mio punto di vista, Carlo Rubbia e Claudio Abbado. Sono legato soprattutto a questi ultimi due nomi per via della mia formazione scientifico e musicale (oltre ad essere laureato in fisica, ho studiato per alcuni anni a Conservatorio) e quindi mi fa molto piacere vedere queste due personalità ricevere un così importante riconoscimento.

E qui parte la mia riflessione: quanti si lamenteranno di queste nomine? Quanti diranno che sono un costo eccessivo per lo Stato?

Perché la capacità dell'italiano medio di lamentarsi di qualsiasi cosa è unica: se i parlamentari sono nominati è un problema, se sono degli incapaci è un problema, se sono della società civile è un problema, se sono dei politici di mestiere è un problema, e via discorrendo. Quindi è normale che si lamenteranno anche per queste nomine per i motivi più stupidi, come per esempio "Quanto ci costeranno?", come se l'unica cosa che conta quando si tratta di parlamentari è il loro costo e non la possibilità da parte loro di poter migliorare le cose facendo risparmiare soldi dove ci sono degli sprechi o facendo proposte di leggi utili alla comunità.

Ma quello che mi preme sottolineare di queste nomine è che le quattro personalità che ho indicato in precedenza sono persone che hanno raggiunti grandissimi traguardi nei loro campi. Invece di lamentarci solo che abbiamo politici che fanno schifo, iniziamo a pensare che è con l'impegno serio che si possono cambiare le cose e dare un po' di prestigio alla propria nazione.

Lamentarsi soltanto senza fare qualcosa di concreto non serve a niente. È una grandissima banalità, ma in questo periodo storico dove il buon senso sembra essere scomparso dalla maggior parte della popolazione è necessario ripetere anche le cose più ovvie e banali.

giovedì 29 agosto 2013

Superquark

Post aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ogni tanto mi chiedo: ma sono ancora l'unico scemo a guardare Superquark (e suoi derivati)? Perché è uno dei pochissimi programmi ben fatti della televisione italiana, dove si cerca di fare informazione scientifica seria (e non come si fa in certe paccottiglie dove si spacciano bufale per verità acquisite) e dove ogni volta si impara qualcosa di nuovo (per dire stasera hanno fatto un interessantissimo documentario sulle piante).

A volte mi sento completamente fuori fase rispetto alla società di oggi. E non è detto che questo sia un male. Purtroppo.

P.S.: tra l'altro ho proprio beccato l'ultima puntata di questa stagione. La devo considerare una botta di sfortuna o un'incredibile scherzo del destino?

lunedì 20 maggio 2013

Un anno fa

Un anno fa a quest'ora avevo una paura boia. Il 20 maggio dell'anno scorso, poco dopo le quattro del mattino, un'allegra scossa di terremoto di magnitudo poco inferiore a 6 ha fatto tremare tutta l'Emilia e parte della Lombardia e del Veneto. Un anno dopo il ricordo è ancora fresco e indelebile.

La ricostruzione (per quanto possibile) procede, anche se vedere il centro di San Felice sul Panaro come se il terremoto fosse appena capitato fa male; vedere la Rocca che sta a malapena in piedi ti fa stringere il cuore. Ma vedere che nella zona di Medolla e Mirandola stanno cercando di ricostruire tutti i capannoni industriali per far tornare tutto come prima ti dà un minimo di speranza, ti fa capire che non è tutto fermo e che si sta cercando di tornare alla situazione precedente quel sisma. È un bel segno di forza e vitalità di questa zona.

Quello che però ti rimane impresso dopo un anno è che ancora al minimo tremore, al minimo rumore, pensi sempre possa essere una scossa di terremoto. Puoi anche essere la persona più razionale e scientificamente preparata del mondo, puoi sapere tutto della tettonica a placca e di ciò che comporta, puoi sapere tutto della sismicità della zona in cui vivi e a quali tipi di movimenti tettonici è sottoposta, ma la paura di una scossa di terremoto ti rimane sempre impressa, non si cancellerà più. L'unica cosa che mi tranquillizzava l'anno scorso era andare al Cineca, perché ero un po' più lontano dalle zone più colpite, mentre quando mi mettevo a letto avevo talmente tante suggestioni che sentivo scosse anche quando non c'erano.

Dopo un anno tutto questo ti rimane. E probabilmente non se ne andrà più via.

venerdì 26 aprile 2013

Domande banali

Voglio fare due domande banali ai miei lettori: conta di più salvare migliaia di vite umane da malattie terribili come Parkinson, Alzheimer e Sclerosi Multipla, oppure salvare cento topi e un coniglio usati per fare gli esperimenti su tali malattie? Conta di più avere la certezza che una cura sia sicura, affidabile e che riduca al minimo gli effetti collaterali oppure bisogna usare dei bambini per applicare cure di indubbia efficacia? Perché se il paradigma diventa "no agli animali, ma sì ai bambini come cavie" allora la mia risposta sarà sempre un no secco.

giovedì 25 aprile 2013

Letta, Bilderberg, i bimbiminkia e il chinotto

Dopo solo un giorno dall'incarico ricevuto per formare il governo, Enrico Letta è diventato inviso a molte personalità della rete. Beppe grillo afferma che oggi muore il 25 aprile per la sua nomina a Presidente del Consiglio incaricato, in quanto Letta fa parte del famigerato gruppo Bilderberg (gruppo che secondo molti decide le sorti del mondo intero), quindi implicitamente si afferma che è stato nominato perché fa parte di quelle cattivissime associazioni simil massoni che governano veramente il mondo (non viene il dubbio che sia stato nominato da Napolitano perché gli girava così).

In realtà lo stesso Letta, nel febbraio 2012, affermava di appartenere a un gruppo ben peggiore: quello dei bimbiminkia. A questo punto il piano di Letta junior è evidente: abolire tutti i "che" e i "perché" per sostituirli con "ke" e "xkè" (e l'accento sbagliato non è un errore di battitura) per far diventare l'Italia la prima dittatura al mondo governata dai bimbiminkia. Un record non da poco.

Ma forse i piani del cattivissimo Enrico sono diversi: è assoldato dalle potentissime lobby del chinotto e della spuma bionda, per evitare di pagare temibili orpelli voluti da quei cattivoni che non vogliono dare bevande zuccherate alla gente.

O più semplicemente, può essere visto come lo sfigato nipote di Gianni Letta. Perché per alcuni la colpa più grande è essere nipote di uno stretto collaboratore di mister B., come se l'essere parenti sia sufficiente per non dover dire in prima pagina il nome del futuro presidente del consiglio.

Povero Enrico, fossi in lui rinuncerei subito, solo per evitare di sentirsene dire di tutti i colori.

mercoledì 24 aprile 2013

Letta e il "governo di servizio al paese"

E quindi è stato dato l'incarico per formare un governo a Letta (Enrico, non Gianni, si sa mai che qualcuno prenda fischi per fiaschi). La situazione sulla formazione del governo ormai si sta protraendo da troppo tempo, ma questa volta pare (dico pare) che ci siamo. Ma cosa succederà dopo?

Intanto bisogna vedere quale sarà la lista dei ministri e se questa sarà gradita ai vertici del PdL. Se non dovesse andare bene, allora si aprirebbero le porte delle elezioni anticipate, con la probabile vittoria di B. e con il tracollo del blocco di centrosinistra e del M5S. Se invece dovesse accettare la lista dei ministri, il governo a mio avviso durerà poco, massimo un anno. Dico questo perché un governo di larghe intese c'è già stato (quello attualmente dimissionario) e, appena B. riterrà opportuno andare a votare, staccherà la spina e incasserà i dividendi al mercato elettorale. Alla fine siamo in democrazia, se la gente stravede per il gran capo e lo vedono ancora come "colui che renderà reale la rivoluzione liberale" promessa ormai da 20 anni e che puntualmente, alla prova dei fatti, ha fallito senza appello, allora non si può fare molto: si accetta con tutte le conseguenze del caso.

Ma se, per puro caso, questo governo invece funzionasse? Se si riuscissero a fare quelle riforme che ormai vengono invocate da 20 anni a questa parte? Questo scenario lo ritengo poco plausibile, vista l'esperienza del governo Monti, ma fare un ragionamento ipotetico non costa niente.

Se finalmente venissero fatte le riforme, se la situazione economica italiana migliorasse, quello che ha più da rimetterci è il movimento di grillo. E infatti il gran capo pentastellato è l'unico che sta tirando fuori scenari apocalittici con cui cerca di spaventare gli adepti e i potenziali elettori: lui ha bisogno del caos per potersi rafforzare, le cose devono andare male per poter avere maggior peso elettorale, anche perché alla prima prova dei fatti successiva al voto di febbraio (le elezioni regionali in Friuli) le cose sono andate maluccio per lui, più per i proclami lanciati nei giorni precedenti le elezioni che per i risultati effettivi, comunque in netto calo rispetto alle politiche di febbraio. Ha da rimetterci parecchio anche il PD, visto che dopo le elezioni ha cercato invano un accordo con i grillini e adesso è costretto a fare il tanto odiato governo di larghe intese che, anche se funzionasse e facesse tutto quello che deve fare, gli farà perdere voti. Insomma, alla fine della storia quello che ci guadagna è B., che in questo momento passa per grande statista e per colui che ha anteposto gli interessi della nazione a quelli suoi personali. Anche se al 99,99999999%, appena sentirà qualcuno dei suoi interessi in pericolo o capirà che gli conviene tornare a votare, staccherà la spina al governo Letta. Insomma, alla fine di tutto quello che ci guadagnerà è sempre lui, il grande capo che da 20 anni condiziona l'intera vita politica italiana.

Questo non è assolutamente un problema in un paese democratico, ognuno può votare chi ritiene più opportuno; basta solo che alla prossima volta che B. pensa agli affari suoi non saltino fuori gli ex elettori delusi che si stracciano le vesti chiedendo chi l'ha votato "quello là". L'avete voluto voi, bisogna anche avere il coraggio di dire "l'ho votato" una volta tanto. Perché se vai in giro sembra sempre che nessuno l'abbia mai votato, eppure 10 anni di governo se li è fatti. Chissà come ci sarà riuscito...

martedì 23 aprile 2013

La fisica dei film/cartoni animati

Ritorno alla scrittura con un argomento abbastanza leggero: prendendo spunto da questa voce di Wikipedia e da un recente discorso con un mio amico dottorando riguardo la gravità presente nel film Upside Down, ho notato che manca (o quanto meno non ho trovato) una rivista che pubblica teorie ragionevoli per spiegare le assurdità fisiche presenti nei film e nei cartoni animati. Tanto per fare un esempio, io e il mio amico dottorando abbiamo trovato una spiegazione valida per la situazione gravitazionale assurda presente nel film citato in precedenza, mentre per la gravità nei cartoni animati (quella che agisce solo nel momento in cui il personaggio animato si accorge di non avere più la terra sotto i piedi) c'è un articolo apposito pubblicato nella rivista Esquire e che è possibile reperire a questo link. Uno può dirmi "esiste arxiv.org, perché non usi quello senza dover cercare una rivista apposita?" avendo pure ragione, però potrebbe essere più utile avere un'unica rivista in cui raccogliere delle autentiche perle come, ad esempio, la modellizzazione matematica di un attacco di zombie, oppure la durata degli inverni nell'universo di Game of Thrones. Insomma, se qualcuno ha una mezza idea se esiste una rivista del genere, mi faccia sapere.

Tutto questo ovviamente non tiene conto del fatto che alcuni scienziati scrivano cose del tutto futili e tendenti all'umorismo più nerd e geek. Ma il bello degli scienziati e dei ricercatori è che hanno un gran senso dell'umorismo e non ci si annoia mai.

Il ritorno

Dopo un po' di tempo ritorno a scrivere su questo blog perso nel mare di internet. Sono successe un sacco di cose: quattro giorni fa mi sono laureato (adesso sono Dottore Magistrale in Fisica), quasi un anno fa ero alle prese con il terremoto emiliano (ed è stata una delle esperienze, se non l'esperienza, peggiore della mia vita), adesso devo pensare cosa fare del mio futuro e così via. Intanto cercherò di scrivere con un po' più di frequenza qui, per far contenti i miei quattro lettori affezionati. Nei prossimi giorni penserò a cosa scrivere, sono successe tante cose negli ultimi giorni, con calma ci penserò e il fisico con i piedi per aria tornerà in azione.

sabato 28 gennaio 2012

Il terremoto

Ieri c'è stata una forte scossa di terremoto (magnitudo 5,4) avvertita in tutto il Nord Italia. Io ero in dipartimento e, una volta partita la scossa, una delle addette alla sicurezza ha urlato: "Evacuare subito" e siamo usciti tutti tranquillamente dalle scale, in attesa di tornare dentro. In quei momenti ho ripensato al terremoto del 1996: ero a scuola e la maestra stava spiegando i vulcani. Ci spiegava che durante le eruzioni vulcani possono essere avvertite delle scosse di terremoto. Dopo 10 minuti si è sentita una bella botta e siamo dovuti uscire tutti. Quando si dice la casualità degli eventi.

P.S.: Sentire poi un prof. che al ritorno negli uffici dice: "Abbiamo evacuato" non ha prezzo.

venerdì 20 gennaio 2012

Sul copyright e dintorni

Tra l'oscuramento di alcuni siti web contro la proposta di legge SOPA del congresso statunitense e la chiusura di Megaupload, la questione del diritto d'autore su internet è tornato prepotentemente alla ribalta. Non voglio approfondire queste due notizie in particolari, ma mi piacerebbe aprire un dibattito con quelli che seguono questo piccolissimo blog su quanto concerne il copyright e il suo sfruttamento sulla rete.

La mia idea è che sia assolutamente legittimo avere il diritto d'autore nei vari ordinamenti giuridici (lo metto subito in chiaro perché conosco gente che vorrebbe abolirlo di sana pianta), però quello che non mi convince è come viene sfruttato un determinato prodotto su internet da parte delle grosse (e a volte grossissime) case editrici/discografiche/cinematografiche. Ok, diciamo subito che il tutto iniziò malissimo con Napster, ma le famigerate major dopo quella esperienza non hanno capito subito le potenzialità mostruose che ha internet per quanto riguarda la commercializzazione di un prodotto? Infatti la prima che ci è arrivata è stata Apple con iTunes Store e ha fatto su un sacco di soldi, lasciando alle major con un pugno di mosche (comunque tanta grana, ma meno di quanto avrebbero guadagnato se avessero fatto per conto loro). Ma cavoli, il loro unico obiettivo è fare sempre più soldi e quando hanno l'opportunità se la lasciano sfuggire dal primo Steve Jobs di turno? Perché la pirateria e la violazione del diritto d'autore sistematica si è diffusa anche perché non si riescono ad offrire (e in passato non c'erano proprio) alternative legali per vedere certe serie TV o i film appena usciti.

Il problema della pirateria e che non sempre la qualità del prodotto è garantita: il film è in qualità bassa, se non bassissima, l'audio non è sempre perfetto, e a volte è fuori sincro, e ci vuole spesso parecchio tempo per avere il file completo. La gente, se c'è qualità, la premia: se, per fare un esempio a caso, la Fox facesse vedere in full HD le sue ultime produzioni cinematografiche in streaming o permettendo di scaricare legalmente a un prezzo ragionevole (che so 5 euro) tramite uno store opportunamente gestito, la gente non accorerebbe in massa a scaricarsi l'ultimo film? Perché se ci si pensa una famiglia media, facciamo di 4 persone, che vuole andare tutta insieme al cinema meno di 30 euro non li spende. Così facendo il guadagno è duplice: la famiglia risparmia perché compra un film una volta sola e lo può guardare comodamente da casa con la massima qualità possibile e sul proprio PC, mentre la Fox, o chi per lei, può sfruttare un mercato dalle potenzialità elevate senza intaccare il mercato del cinema. Perché se ci pensate, nonostante la pirateria, i cinema ci sono ancora e la gente i film li va a vedere (questo tema meriterebbe un discorso a parte, perché ormai ci sono solo delle multisala nelle grandi città, ma comunque mi è capitato di trovare cinema stracolmi e con delle promozioni furbe per invogliare ad andare al cinema nei giorni feriali).

Quello che hanno capito molti di quelli che bazzicano internet, ma sembra che invece i capoccia delle major sembrano lungi dal comprendere, è che moltissimi utenti comprerebbero prodotti in maniera legale se ne avessero l'opportunità, ma non lo fa perché non ne ha occasione. Poi ovviamente ci saranno quelli che continueranno a piratare anche se il film costasse 10 centesimi, ma perché non dare occasione di fare acquisti legali a chi vuole?

Ok, l'ho tirata troppo per le lunghe, lascio spazio a chi vuole partecipare a questa discussione!

giovedì 5 gennaio 2012

La democrazia interna nel movimento di Grillo

E dopo 5 mesi mi tocca parlare di lui: Beppe Grillo. Finora avevo evitato saggiamente di parlarne per non scatenare l'ira dei grillini della rete, però dopo l'ultima sua uscita un commento è inevitabile.

Premessa sulla vicenda: il capogruppo del Movimento 5 Stelle nel consiglio regionale dell'Emilia Romagna, tale Andrea Defranceschi, deposita una risoluzione in cui si chiede un intervento per non chiudere L'Unità in cui si chiede alla Regione (cito):
"di attivarsi affinché vengano salvaguardati gli attuali posti di lavoro e le professionalità da questi rappresentate ricorrendo a tutti gli strumenti utili."
Una richiesta ragionevole per chi vuole difendere i lavoratori e vuole essere loro vicino in un momento di difficoltà, ma non per Grillo; infatti, tra i punti cardine del suo programma, c'è l'abolizione dei finanziamenti pubblici alla carta stampata, quindi sarebbe molto contento se chiudesse un giornale ostile a questo suo punto programmatico. Ed è qui che inizia la discussione, perché il comico attacca ferocemente il consigliere regionale dicendo:
"Il 2012 non sarà del tutto negativo. Porterà in dono anche la chiusura di molti giornali finanziati con soldi pubblici, veri cani da guardia dei partiti. [...] Se qualche esponente del Movimento 5 Stelle la pensa diversamente non è un problema. Il Pdmenoelle lo accoglierà subito tra le sue braccia."
Insomma un attacco duro verso chi, e sono parole sue, non è il capo del Movimento. Invece questo comportamento, agli occhi di chi non ne fa parte, sembra proprio quello di un capo-padrone: se non la pensi esattamente come lui devi andare con gli altri (manco fossimo sull'isola di Lost).

Quello che Grillo e i vari membri del Movimento devono ancora capire è che la politica è contraddittorio tra chi, pur facendo parte dello stesso partito e dello stesso movimento, non la pensa esattamente come te: il signor Defranceschi con ogni probabilità la pensa come Grillo sul finanziamento pubblico ai giornali, cioè è contrario a dare soldi pubblici alle testate giornalistiche, ma vuole trovare un modo per non far perdere un posto di lavoro in una situazione economica difficile. Invece per il buon Grillo devono andare tutti a casa e anzi meglio così, c'è un giornale in meno che ci attacca.

La politica non è solo bianco e solo nero, ma è in toni di grigio: ci sono certe situazioni al limite in cui bisogna considerare caso per caso e non fare di tutta l'erba un fascio. Grillo infatti difende fino al midollo qualsiasi lavoratore, ma se poi a perdere il lavoro sono giornalisti (che con ogni probabilità non ricevono stipendi a 4 o 5 zeri), chissene frega, sono parte del sistema come i politici, al rogo insieme a loro. Grillo deve capire che con questa strategia può prendere voti subito (come si è visto nelle tornate elettorali fin qui svolte), ma quando arrivi all'atto pratico dove bisogna avere un confronto costruttivo e non solo mandare a quel paese l'avversario, ecco che il giocattolo si rompe. Proprio come è successo in questi giorni, con i lettori del blog divisi tra chi sta con Grillo e chi con il consigliere regionale, senza trovare una soluzione condivisa.

Un'altra cosa che poi è davvero molto seccante è questo continuo riferimento dell'aver tradito il mandato degli elettori. Fino a prova contraria c'è scritto sul sito dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna che:
"I Consiglieri regionali rappresentano l’intera comunità territoriale ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato."
Quindi il buon Defranceschi non deve dare conto a nessuno, men che meno ai suoi elettori. Se ai grillini questo non piace cambino la legge, non rompano le scatole sempre sulla volontà violata degli elettori, perché nell'ordinamento italiano non c'è scritto da nessuna parte che gli eletti in qualsiasi organo statale debbano rendere conto di quello che fanno a qualcuno (nota tecnica, ho trovato quel link in 5 secondi, poteva farlo chiunque altro. Quella che bisogna dar conto agli elettori e che si tradisce la volontà popolare è una bufala che ormai si è troppo radicata nella politica italiana).

Infine voglio dire che a me non interessa assolutamente quale sarà la sorte de L'Unità: è un giornale storico, è vero, ma se la baracca non va avanti è inutile prolungare l'agonia. Quello che voglio dire è che in certe situazioni bisogna anche tener conto delle voci discordanti, se no va a finire che invece di un movimento aperto a tutti crei solo un circolo mono-pensiero da cui non se ne esce.

giovedì 29 dicembre 2011

Spot sulla sicurezza stradale

Su La Repubblica è stato pubblicato un video per favorire la sicurezza stradale in cui sono stati ripresi degli incidenti dovuti a mancato rispetto del semaforo rosso. Non sono incidenti gravi, ma dovrebbero far capire come non ci si deve comportare in strada e che è sempre un rischio stupido passare con il rosso.

Quello che però mi chiedo è perché i nostri spot sulla sicurezza stradale sono di questo tipo?


Cioè con attori famosi che invitano ad andare piano, mentre nel resto del mondo sono così:


dove a momenti mettono gli effetti 3D per darti l'impressione di farti arrivare il sangue addosso?

Ovviamente in Italia spot di questo tipo porterebbero a grandi polemiche (non si possono far vedere scene di questo tipo, troppo disturbanti, i nostri giovani potrebbero crescere male), mentre in realtà sono l'unico deterrente psicologico efficace: se fai vedere quello che rischi veramente (uccidere qualcuno, rimanere sfigurato, spezzarti l'osso del collo) allora qualcuno starà veramente più attento per strada. Mi potete anche dire che questo è terrorismo psicologico, ma credo che per noi italiani sia l'unica cosa che possa funzionare veramente.

P.S.: prima che qualcuno mi dica che è stato fatto molto sulla sicurezza stradale: lo so, è stato fatto moltissimo, ma se si può fare qualcosa in più per ridurre al minimo i rischi di incidenti e di morti sulla strada non vedo perché non debba essere fatto.

giovedì 8 dicembre 2011

Le ripetizioni, l'IVA e l'IRPEF

Come molti studenti universitari, do ripetizioni per guadagnare qualcosina ed essere un minimo indipendente economicamente. Il problema che però molti si pongono (o almeno io mi pongo ogni tanto) è: sto facendo qualcosa di legale? Oppure sto fregando soldi evadendo le tasse? Siccome su internet ho visto che non c'è una discussione organica su questa situazione, cerco di riunire qui quello che ho trovato.

Mi è capitato di sentire dei miei amici dirmi: "ah, ma se dai ripetizioni fai tutto in nero, dovresti versare l'IVA". Questo sembra essere un primo piccolo mito da sfatare, perché le ripetizioni sono esenti dall'IVA. Proprio così, infatti se si va a leggere il D.P.R. 633/72 all'articolo 10 comma 20 si legge (grassetti miei):
"Operazioni esenti dall'imposta: 1. Sono esenti dall'imposta: [...] 20) le prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale;"
Quindi per fare ripetizioni a titolo personale (come fanno gli studenti) non c'è bisogno di aprire una partita IVA e non c'è pertanto bisogno di rilasciare una ricevuta fiscale. Quello che però bisognerebbe fare è rilasciare una sorta di ricevuta non fiscale che attesti l'effettivo pagamento, perché le ripetizioni sono esenti dall'IVA, ma sono entrare che devono essere riportate quando si fa la dichiarazione dei redditi. Ed è qui che entra in discussione un altro fattore: devo quindi fare la dichiarazione dei redditi? Dipende da quanto si guadagna; come viene infatti riportato in questo link, se un lavoratore autonomo (per la dichiarazione dei redditi 2011 riferita all'anno fiscale 2010) ha guadagnato meno di 4.800 euro in un anno, è esentato totalmente dal pagare l'IRPEF, mentre se guadagna di più deve dichiarare e pagare le tasse. A questo punto dipende dalla situazione economica del singolo studente: se lavorando guadagna più di tale cifra, dovrà dichiarare e pagare l'IRPEF, se invece sta sotto tale cifra sarà esentato dal pagamento.

Ovviamente a questo punto le cose si possono complicare parecchio (tipo per i dottorandi che si fa? Io di questa cosa non ne so molto) e anzi vi consiglio vivamente di lasciare un commento per dire se c'è qualcosa in più a riguardo o se quello che ho scritto contiene qualche imprecisione. Però credo che la cosa più importante da sapere è che se si danno ripetizioni a titolo personale non si fa un lavoro in nero come ogni tanto si sente dire, ma si fa qualcosa di legale (e anzi a mio parare incoraggiato).

mercoledì 7 dicembre 2011

Quando andrò in pensione

Grazie a questo simpaticissimo calcolatore de La Repubblica adesso so quando andrò in pensione: nel 2054 all'età di 66 anni. Sono soddisfazioni mica da poco, soprattutto perché pensavo che sarei morto a 125 anni durante il mio ultimo giorno di lavoro. Quando si dice cambiare prospettive.

lunedì 5 dicembre 2011

Bang!, Morricone e Jacques

Post aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

Ultimamente, per allietare le pause pranzo, io e i miei compagni di corso giochiamo a Bang!. Per chi non lo conoscesse, Bang! è un gioco di carte con ambientazione western, in cui si ha un determinato ruolo da svolgere (tipo lo sceriffo deve sconfiggere ed eliminare i fuorilegge e cose simili). La cosa terribile, però, è che da quando stiamo giocando, cantiamo o mettiamo su le tipiche canzoni western e le più gettonate sono quelle di Ennio Morricone tratte dai film di Sergio Leone (siamo banali, lo so). Ormai sembriamo un'orchestra, soprattutto ci viene benissimo la canzone dei titoli di testa del film Il buono, il brutto e il cattivo, che mica è facile da cantare, perché all'inizio parte parecchio in alto.

Il top però lo abbiamo raggiunto a Ginevra, mentre eravamo al CERN: dopo la giornata di visite, ci eravamo rilassati un attimo giocando a carte sui tavoli della mensa e, siccome non c'era tanta gente, abbiamo iniziato anche a cantare. A un certo punto uno dei cassieri (che, non sapendone il nome, abbiamo chiamato Jacques errata corrige, si chiamava davvero Jacques!) ci ha iniziato a guardare quasi contento della nostra esibizione. È in quel momento che ho capito che potevamo avere un futuro come band a cappella di canzoni western. Sempre meglio che niente.

sabato 3 dicembre 2011

Il pi greco

Il pi greco per noi fisici (e per i matematici) è un numero magico: è il rapporto tra la lunghezza di una qualsiasi circonferenza per il proprio diametro, è utilizzato per misurare gli angoli grazie al radiante, è il primo esempio che si fa per introdurre i numeri trascendenti (ovvero numeri che non si ricavano tramite la soluzione di una qualsiasi equazione di n-esimo grado), ha un giorno in suo onore e insieme a 1, 0 e al numero di Nepero e fa parte di quella che è considerata la formula più bella della matematica, ovvero:

\[ e^{i \pi} + 1 = 0 \]

insomma è un numerello importante e sicuramente qualcuno saprà qualche cifra in più del leggendario 3,14 (io arrivo solo a 3,1415). Però il povero pi greco nasconde anche storie atroci; già dall'antichità si è provato a calcolare con discreti risultati, ma già la Bibbia ha messo in crisi queste certezze: in ben due versetti viene detto indirettamente che in realtà pi greco è uguale a 3. La prima volta che viene affermato ciò è nel primo Libro dei Re, nel capitolo 7 al verso 23, dove viene scritto (ecco un link dove viene citato il passo):
"[Il padre di Tiro] 23 Fece il Mare, un bacino di metallo fuso di dieci cubiti da un orlo all'altro, perfettamente rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e una corda di trenta cubiti lo poteva cingere intorno."

la seconda volta in cui viene riportata questa misura del pi greco è nel capitolo 4 del secondo Libro delle Cronache al versetto 1 e 2 dove viene detto (ecco il link al testo):
"1 Salomone fece l'altare di bronzo lungo venti cubiti, largo venti e alto dieci. 2 Fece il Mare, un bacino di metallo fuso di dieci cubiti da un orlo all'altro, perfettamente rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e una corda di trenta cubiti lo poteva cingere intorno."
insomma, il buon Signore ha ordinato un'approssimazione parecchio grezza. Sicuramente il buon Signore non ha battuto i legislatori dello stato dell'Indiana che per poco non avrebbero stravolto la matematica e la geometria: siccome volevo risolvere alcuni problemucci legati alla geometria euclidea (la quadratura del cerchio, la trisezione di un angolo e la duplicazione di un cubo, ovviamente tutto solo con riga e compasso), hanno fatto una proposta di legge nel 1897 per risolvere questi problemi perché il signor Edwin Goodwin aveva pensato di aver trovato la loro soluzione. Questa modifica d'impeto della geometria avrebbe portato a definire per legge il pi greco come uguale a 3,2 e questo sicuramente avrebbe sconvolto tutta la concezione della scienza, che deve sempre essere indipendente da qualsiasi verità assoluta che le si vuole imporre.
Ultimamente alcuni matematici e semplici appassionati hanno fatto la proposta di abolire pi greco ridefinendo tutto in funzione del numero doppio, che è stato battezzato tau; questo è stato proposto perché tutte le definizioni sarebbero più naturali (come viene riportato nel loro manifesto), ma ovviamente è molto più semplice lasciare tutto così piuttosto che definire tutto da capo (per fortuna se no dovevo togliere una miriade di 2 da tutti i miei appunti).

Insomma il pi greco ha una storia tutta sua e molto particolare, ma sinceramente lasciamolo un po' in pace e non inveiamo se ce lo troviamo davanti: alla fine dei conti basta che i valori delle costanti che ci circondano siano leggermente diversi, che tutta la vita che ci circonda potrebbe essere diversa, o addirittura non esistere. Insomma è meglio che sia così, se no sarebbero uccelli per diabetici.

mercoledì 30 novembre 2011

Occupare, occupare, occupare

Nella mia zona, da lunedì, gli studenti delle scuole superiori stanno iniziando (o provando) a occupare diversi istituti scolastici. E anche oggi la situazione è stata difficile. La protesta è nata contro le banche e le iniziative che dovrà prendere il governo Monti e, da quel che leggo, si è cercato di occupare gli istituti scolastici perché l'obiettivo "era quello di informare sulla situazione economica e politica italiana". A casa mia se si vuole informare qualcuno sulla situazione economica (e anche politica) italiana si fanno degli incontri in cui si spiega a modo la situazione, non si occupano edifici scolastici per il gusto di farlo (e parla uno che ha partecipato a delle occupazioni in passato). Solo perché durante la discussione sulla riforma Gelmini le università e le scuole furono luogo della protesta (legittima) degli studenti, non bisogna tentare di emulare questi gesti in ogni occasione di difficoltà.

L'anno scorso si è protestato per dare voce, giustamente, al disagio e all'incertezza sul futuro di tutti gli studenti e sulle loro possibilità di affrontare gli studi, adesso si protesta perché il governo Monti dovrà prendere decisioni impopolari per tutte le persone, non solo per gli studenti. Quindi se si vuole discutere (giustamente) di quello che sta succedendo adesso, bisogna coinvolgere tutti, mentre l'occupazione della scuola può essere vista all'esterno come un tentativo di cavalcare l'onda del momento per saltare le lezioni e questo sicuramente ha un effetto molto negativo sull'immagine del movimento. Sarebbe meglio quindi, se si vuole parlare delle decisioni che verranno prese a breve, coinvolgere tutto il tessuto sociale (a cominciare dai lavoratori e dai pensionati) e non solo gli studenti, perché così la voce di protesta risulta smorzata, e soprattutto usando i luoghi e i modi adatti alla situazione, cosa che l'occupazione non è. Per sollevare veramente una questione e un problema bisogna usare le tecniche più semplici e quindi più efficaci, non quelle più contorte e rischiose (anche dal punto di vista dei possibili reati che possono esser commessi).

lunedì 28 novembre 2011

Particelle strane

Il bosco e il sottobosco di particelle nella fisica è mostruoso: basta guardare questo template su Wikipedia per capire quante sono. Ovviamente oltre alle particelle più note (come l'elettrone, il protone e il neutrone) ce ne sono tantissime altre che in pochi conoscono (tipo il mesone pi greco o il barione lamba) e quelle che tutti hanno sentito nominare ma che non hanno la più pallida idea da dove vengano (tipo il neutrino e il bosone di Higgs). Escludendo quelle più note, mi vorrei concentrare sulle altre per provare a far capire di cosa si sta parlando.

Quando dico particelle che in pochi conoscono, mi riferisco a particelle composte da due o tre quark (che sono i mattoni base della materia) dai nomi più esotici possibili: si passa dai mesoni pi greco e K, ai barioni delta, lambda e sigma (una lista abbastanza esaustiva la potete trovare qui). Ovviamente, come avete facilmente intuito, per chiamarle si è passati alle lettere greche, perché se si provava a dare un nome proprio ad ognuna si diventava scemi (e se si provava a dare un nome di persona, come ci insegnano le diatribe sulla nomenclatura degli elementi chimici, non si finiva più di discutere e si lasciava la particella innominata). Però in certe situazioni si è arrivati a situazioni al limite: il mesone J/Psi si chiama così perché due gruppi sperimentali, quello del Linac di Stanford e quello di Brookhaven, scoprirono quasi contemporaneamente la stessa particella e ognuno le diede un nome diverso. Per non fare scontenti nessuno alla particella si sono dati i due nomi insieme. Ovviamente, combinando quark diversi, si ottengono una quantità mostruosa di particelle diverse (il nostro prof. ci disse che ce ne sono circa 200, sinceramente io non le ho contate tutte, ma sono sicuramente parecchie) e ovviamente ad ognuna di queste è stato dato un nome diverso (per non avere problemi con la proliferazione di nomi i cosiddetti stati eccitati hanno il nome della particella dello stato fondamentale con un bel asterisco sopra).

Le particelle di cui tutti sanno il nome ma nessuno ha la più pallida idea da dove vengano si riducono essenzialmente a due: il neutrino e il bosone di Higgs. Il primo, ormai salito alla ribalta per essere più veloce della luce, è in realtà una particella che è stata prima ipotizzata perché i conti non tornavano: nel decadimento del neutrone libero mancava dell'energia e, siccome questa non scompare nel nulla, si ipotizzò che questa venisse portata via da una particella immaginaria, quella che adesso conosciamo come neutrino (prima la chiamarono neutrone, ma poi si scoprì quello che adesso è il neutrone e chiamarono lui neutrone, quindi c'è stato un po' di casino). Il secondo invece per molti è un mistero: è stato chiamato particella di Dio, ma è ovviamente un po' esagerato; è semplicemente la particella che forse (ma siccome nessuno l'ha mai visto non si può dire altro) dà la massa a tutte le altre particelle e anche a noi. Questo è spiegabile come una rottura spontanea di simmetria di un campo, detto campo di Higgs. Insomma è un casino totale che non è spiegabile in poche righe, ed è per questo che il povero bosone di Higgs è stato caricato di queste pesanti responsabilità.

Il fatto sorprendente però è che il sottobosco particellare non finisce qui: ai fisici piacciono così tanto le particelle che le mettono anche quando non ci sono. Se c'è un campo che si può quantizzare (ovvero che si può dividere in quantità discrete) ci si mette una "finta" particella, detta quasi-particella che svolge i compiti di una particella vera. Di quasi particelle ce ne sono di tantissimi tipi: gli eccitoni, i magnoni, i plasmoni, i polaritoni e tantissime altre. Per non essere da meno, ovviamente non mancano anche le particelle ipotetiche e mai viste da nessuno: l'assione, il gravitone, il neutralino, i vari sfermioni (tra come non citare lo squark), il mitico qualunquone (in inglese anyon) e tante altre. Insomma un gran casino.

Quello che si può capire in questa trafila infinita di nomi è una cosa evidente: sembra che i fisici non abbiano niente altro da fare tutto il giorno che dare nomi assurdi un po' a tutto quello che scoprono o anche solo ipotizzano. Ma alla fine è anche giusto così.

sabato 26 novembre 2011

Proposte concrete

Quando arrivi a un certo punto della tua vita dove non capisci quello che ti spiegano la soluzione è una sola: prendere un bambino in età prescolastica (dai 3 ai  5 anni), metterlo di fianco a te durante le lezioni, fargli ascoltare quello che stanno spiegando e poi farti ripetere tutto, per il semplice fatto che non avendo preconcetti e "costruzioni" mentali proprie, riesce a cogliere degli aspetti che a volte non si possono capire nonostante te li possano ripetere un'infinità di volte. Spero solo che non venga accusato di sfruttamento minorile, ma sinceramente in preda alla disperazione non mi è venuto in mente altro.