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venerdì 30 agosto 2013

Quando una notizia ti fa piacere

Oggi il presidente Napolitano ha nominato quattro nuovi senatori a vita: Renzo Piano, Elena Cattaneo e, soprattutto dal mio punto di vista, Carlo Rubbia e Claudio Abbado. Sono legato soprattutto a questi ultimi due nomi per via della mia formazione scientifico e musicale (oltre ad essere laureato in fisica, ho studiato per alcuni anni a Conservatorio) e quindi mi fa molto piacere vedere queste due personalità ricevere un così importante riconoscimento.

E qui parte la mia riflessione: quanti si lamenteranno di queste nomine? Quanti diranno che sono un costo eccessivo per lo Stato?

Perché la capacità dell'italiano medio di lamentarsi di qualsiasi cosa è unica: se i parlamentari sono nominati è un problema, se sono degli incapaci è un problema, se sono della società civile è un problema, se sono dei politici di mestiere è un problema, e via discorrendo. Quindi è normale che si lamenteranno anche per queste nomine per i motivi più stupidi, come per esempio "Quanto ci costeranno?", come se l'unica cosa che conta quando si tratta di parlamentari è il loro costo e non la possibilità da parte loro di poter migliorare le cose facendo risparmiare soldi dove ci sono degli sprechi o facendo proposte di leggi utili alla comunità.

Ma quello che mi preme sottolineare di queste nomine è che le quattro personalità che ho indicato in precedenza sono persone che hanno raggiunti grandissimi traguardi nei loro campi. Invece di lamentarci solo che abbiamo politici che fanno schifo, iniziamo a pensare che è con l'impegno serio che si possono cambiare le cose e dare un po' di prestigio alla propria nazione.

Lamentarsi soltanto senza fare qualcosa di concreto non serve a niente. È una grandissima banalità, ma in questo periodo storico dove il buon senso sembra essere scomparso dalla maggior parte della popolazione è necessario ripetere anche le cose più ovvie e banali.

giovedì 25 aprile 2013

Letta, Bilderberg, i bimbiminkia e il chinotto

Dopo solo un giorno dall'incarico ricevuto per formare il governo, Enrico Letta è diventato inviso a molte personalità della rete. Beppe grillo afferma che oggi muore il 25 aprile per la sua nomina a Presidente del Consiglio incaricato, in quanto Letta fa parte del famigerato gruppo Bilderberg (gruppo che secondo molti decide le sorti del mondo intero), quindi implicitamente si afferma che è stato nominato perché fa parte di quelle cattivissime associazioni simil massoni che governano veramente il mondo (non viene il dubbio che sia stato nominato da Napolitano perché gli girava così).

In realtà lo stesso Letta, nel febbraio 2012, affermava di appartenere a un gruppo ben peggiore: quello dei bimbiminkia. A questo punto il piano di Letta junior è evidente: abolire tutti i "che" e i "perché" per sostituirli con "ke" e "xkè" (e l'accento sbagliato non è un errore di battitura) per far diventare l'Italia la prima dittatura al mondo governata dai bimbiminkia. Un record non da poco.

Ma forse i piani del cattivissimo Enrico sono diversi: è assoldato dalle potentissime lobby del chinotto e della spuma bionda, per evitare di pagare temibili orpelli voluti da quei cattivoni che non vogliono dare bevande zuccherate alla gente.

O più semplicemente, può essere visto come lo sfigato nipote di Gianni Letta. Perché per alcuni la colpa più grande è essere nipote di uno stretto collaboratore di mister B., come se l'essere parenti sia sufficiente per non dover dire in prima pagina il nome del futuro presidente del consiglio.

Povero Enrico, fossi in lui rinuncerei subito, solo per evitare di sentirsene dire di tutti i colori.

mercoledì 24 aprile 2013

Letta e il "governo di servizio al paese"

E quindi è stato dato l'incarico per formare un governo a Letta (Enrico, non Gianni, si sa mai che qualcuno prenda fischi per fiaschi). La situazione sulla formazione del governo ormai si sta protraendo da troppo tempo, ma questa volta pare (dico pare) che ci siamo. Ma cosa succederà dopo?

Intanto bisogna vedere quale sarà la lista dei ministri e se questa sarà gradita ai vertici del PdL. Se non dovesse andare bene, allora si aprirebbero le porte delle elezioni anticipate, con la probabile vittoria di B. e con il tracollo del blocco di centrosinistra e del M5S. Se invece dovesse accettare la lista dei ministri, il governo a mio avviso durerà poco, massimo un anno. Dico questo perché un governo di larghe intese c'è già stato (quello attualmente dimissionario) e, appena B. riterrà opportuno andare a votare, staccherà la spina e incasserà i dividendi al mercato elettorale. Alla fine siamo in democrazia, se la gente stravede per il gran capo e lo vedono ancora come "colui che renderà reale la rivoluzione liberale" promessa ormai da 20 anni e che puntualmente, alla prova dei fatti, ha fallito senza appello, allora non si può fare molto: si accetta con tutte le conseguenze del caso.

Ma se, per puro caso, questo governo invece funzionasse? Se si riuscissero a fare quelle riforme che ormai vengono invocate da 20 anni a questa parte? Questo scenario lo ritengo poco plausibile, vista l'esperienza del governo Monti, ma fare un ragionamento ipotetico non costa niente.

Se finalmente venissero fatte le riforme, se la situazione economica italiana migliorasse, quello che ha più da rimetterci è il movimento di grillo. E infatti il gran capo pentastellato è l'unico che sta tirando fuori scenari apocalittici con cui cerca di spaventare gli adepti e i potenziali elettori: lui ha bisogno del caos per potersi rafforzare, le cose devono andare male per poter avere maggior peso elettorale, anche perché alla prima prova dei fatti successiva al voto di febbraio (le elezioni regionali in Friuli) le cose sono andate maluccio per lui, più per i proclami lanciati nei giorni precedenti le elezioni che per i risultati effettivi, comunque in netto calo rispetto alle politiche di febbraio. Ha da rimetterci parecchio anche il PD, visto che dopo le elezioni ha cercato invano un accordo con i grillini e adesso è costretto a fare il tanto odiato governo di larghe intese che, anche se funzionasse e facesse tutto quello che deve fare, gli farà perdere voti. Insomma, alla fine della storia quello che ci guadagna è B., che in questo momento passa per grande statista e per colui che ha anteposto gli interessi della nazione a quelli suoi personali. Anche se al 99,99999999%, appena sentirà qualcuno dei suoi interessi in pericolo o capirà che gli conviene tornare a votare, staccherà la spina al governo Letta. Insomma, alla fine di tutto quello che ci guadagnerà è sempre lui, il grande capo che da 20 anni condiziona l'intera vita politica italiana.

Questo non è assolutamente un problema in un paese democratico, ognuno può votare chi ritiene più opportuno; basta solo che alla prossima volta che B. pensa agli affari suoi non saltino fuori gli ex elettori delusi che si stracciano le vesti chiedendo chi l'ha votato "quello là". L'avete voluto voi, bisogna anche avere il coraggio di dire "l'ho votato" una volta tanto. Perché se vai in giro sembra sempre che nessuno l'abbia mai votato, eppure 10 anni di governo se li è fatti. Chissà come ci sarà riuscito...

domenica 13 novembre 2011

Si è dimesso. E ora?

Si è dimesso. Per la prima volta in 17 anni il nostro giovane premier fa un passo indietro. Ma adesso arriva il difficile: cosa succederà? Perché, dato per scontato che Mario Monti riceverà l'incarico per formare il nuovo governo, non è detto che questo avrà vita facile: La Lega ha già detto che farà opposizione (scegliendo una linea coerente con quello che hanno sempre detto, ma politicamente sbagliata a mio avviso), mentre il Pdl sembra un ricettacolo di posizioni diverse che sono state conciliate solo con una serie di ricatti al limite dell'assurdo, come la non candidatura di Monti alla prossime elezioni (e che è hanno paura che li superi in popolarità?), che il prossimo governo deve essere a tempo e deve avere come programma politico dal punto di vista economico solo la lettera d'intenti dalla BCE. Così facendo il governo parte già parecchio indebolito perché in politica non ci sono scadenze (infatti questo governo deve durare secondo la maggioranza che ci sarà, non è che dopo 4 mesi scade e bisogna andare per forza a elezioni) e, soprattutto, se non fai parte del governo non puoi dettare la linea politica: poi presentare tutti gli emendamenti in parlamento, ma lascia fare al governo il tuo lavoro.

Sorprendentemente il PD si è mostrato subito unito e compatto (cosa più unica che rara) ed è riuscito anche a convincere Di Pietro a sostenere il governo, bisogna vedere se questa linea unica durerà a lungo oppure si spaccheranno come al solito. Il Terzo Polo lo sosterrà, vedremo come si comporteranno in futuro.

Comunque bisogna mettere le mani avanti: se Monti avrà mani libere, prenderà decisioni impopolari e durissime, quelle dovevano prendere tutti i governi precedenti. La preoccupazione è tanta, però questo governo denota già una novità importante: la sconfitta della politica italiana, perché non è riuscita a fare niente in tutti questi anni per risolvere i problemi dell'Italia.

Vedremo se i tecnici che prenderanno il posto dei politici riusciranno a risollevare le sorti italiane. Non sono molto ottimista a riguardo. Però la speranza è l'ultima a morire.

mercoledì 9 novembre 2011

Il giorno che ha cambiato (forse) l'Italia

Non c'è bisogno di dire che martedì 8 novembre 2011 verrà ricordato a lungo: il nostro giovane premier Silvio Berlusconi ha deciso, dopo il voto sul rendiconto generale dello stato, di varare il maxi-emendamento sulla legge di stabilità per poi dimettersi e il leggendario Luciano Moggi, passato dalle stelle alle stalle, è stato giustamente condannato per lo scandalo che ha colpito il calcio italiano nel 2006. Che sia la volta buona che l'Italia sia diventato un paese quasi normale (ovviamente quasi, perché quando si parla dell'Italia la normalità non è mai di casa)?


Il caro giovane premier è rimasto ancorato al suo posto nonostante un anno di passione e di difficoltà a governare a causa di problemi vari, non poteva capirlo prima che andava a finire così? Perché era lui che nel 2007 affermava che Prodi non poteva governare con numeri risicati in Parlamento, mentre lui nella stessa condizione ha tirato a campare. Insomma un minimo di coerenza sarebbe stata necessaria, ma conoscendo il personaggio non si poteva aspettare altro. Per fortuna che ha cambiato idea, però adesso arriva il difficile: che si fa? È una bella domanda, ma forse alla fine si sceglierà la via più scellerata, ovvero andare subito ad elezioni, che sarebbe un suicidio perché ci metterebbe alla mercé della speculazione internazionale. Se ad alcuni va bene, cavoli loro, a me sinceramente no.


L'altro caso eclatante del giorno è stata la condanna di Luciano Moggi: si è beccato 5 anni e 4 mesi (che saranno indultati quindi diventeranno 2 anni e 4 mesi) per associazione a delinquere. Come direbbe qualcuno, mica noccioline. Insomma era tutto organizzato e, lo dico da juventino, non posso che disprezzare quest'uomo: con una squadra così forte c'era bisogno di fare tutto sto casino? Si vinceva lo stesso, senza tutti questi aiuti. E sinceramente la scusa del ci sono altre intercettazioni dove si può sentire che anche le altre squadre rubano non regge. Perché se sei un ladro e dici che anche gli altri lo sono, non vuol dire che tu sia innocente: un ladro più un ladro fa due ladri, non zero. Il caro Luciano doveva denunciare subito queste cose (e se ci sono delle rilevanze penali si sarebbe aperta un'indagine a riguardo), non gridare sono innocente perché il sistema era tutto così. Mi ricorda un po' la situazione di Tangentopoli, dove tutti si proclamavano innocenti perché era il sistema che era così.


Insomma, ieri può essere stato un giorno importante per la nostra italica nazione. Spero solo che qualcosa cambi (perché sono sempre stato ottimista in tutta la mia vita), ma usando la testa mi vien da pensare che non cambierà niente e che questi due eventi saranno solo le eccezioni che confermano le regole.

giovedì 29 settembre 2011

Happy birthday, Mr. Berlusconi

Oggi, il nostro giovane premier, compie la bellezza di 75 anni (portati benissimo!). E BBC News, per festeggiare, propone questo simpatico quiz, dove vengono poste domande sulla vita di Berlusconi. Io l'ho fatto e ho risposto esattamente a 7 domande su 10, quelle che ho sbagliato sinceramente non le sapevo, quindi mi posso ritenere soddisfatto (la BBC mi ha dato come giudizio Bene), altre domande sono abbastanza facili, mentre alcune fanno morir dal ridere. Mi raccomando fate tutti il quiz e riportate i vostri risultati, così vediamo qual è la vostra conoscenza su Mr. Berlusconi e per far vedere alla BBC quanto bene conosciamo il nostro giovane premier. Ovviamente mi astengo nel giudicare la persona, altrimenti scriverei un post chilometrico in cui potrei sminuire il festeggiato, però oggi è il suo compleanno e non lo farò! Insomma bisogna avere un po' di rispetto verso un neo settantacinquenne.

martedì 20 settembre 2011

L'inizio della fine

Ormai siamo alla resa dei conti. Se ci sarà ancora questo immobilismo e non succederà niente la scena finale sarà di questo tipo, ovvero Muoia Sansone con tutti i Filistei.

lunedì 12 settembre 2011

Economie emergenti in chiave ironica

Dopo il successo straordinario del precedente post riguardo l'economie in crisi, torno sull'argomento per analizzare la situazione di alcune nazioni che stanno cavalcando alla grande l'onda della crisi globale:

  • Cina: il dragone sembra non fermarsi mai. L'unione perfetta tra comunismo e capitalismo (che potremmo chiamare "comunilismo" o "capitunismo") sta portando a nuove e mai immaginate vette di ricchezza per il popolo della Grande Muraglia. Che poi il prezzo da pagare sia solo una piccola restrizione della libertà di sapere cosa succede nel mondo è nulla in confronto al fatto che finalmente la stragrande maggioranza dei cinesi potrà gustare il Parmigiano Reggiano. Inoltre possiedono 1160 miliardi di dollari in bond statunitensi, quindi se volessero potrebbero diventare ancora più schifosamente ricchi. Chissà quanto ci metteranno a prendere questa terribile decisione.
  • Brasile: sta facendo grandi passi avanti soprattutto grazie a due fattori: la produzione di bioetanolo e l'esportazione di calciatori. Se il bioetanolo può però portare a qualche effetto collaterale, come l'aumento del prezzo dei cereali nei paesi più poveri, l'esportazione di calciatori può alzare il livello medio dei campionati mondiali. Sai te che soddisfazioni.
  • India: è sulla buona strada, può emulare il suo vicino cinese: abitanti sempre in aumento (tra poco sorpasserà proprio la Cina), disuguaglianze sociali fortissime e, soprattutto, livelli altissimi di corruzione. Questa è la ricetta perfetta per diventare la prima potenza mondiale; se ci sta riuscendo la Cina, come può non riuscirci l'India?
  • Russia: gli ormai ex comunisti (talmente ex che il nostro giovane premier è diventato amicone di un'ex membro del KGB, quando si dice la coerenza) si sono sdoganati a tal punto da potersi arricchire in maniera smisurata. Questo arricchimento è stato favorito dalla presenza di grandi giacimenti di gas naturale; infatti quando si alzano con la luna storta, i buonissimi amici russi ci minacciano di chiudere gli approvvigionamenti di gas, lasciandoci così al freddo. È proprio così che si comportano gli amici: non si aiuta chi è in difficoltà, ma si fa di tutto per complicare l'esistenza al prossimo. Una logica che non fa una piega.
  • Arabia Saudita: grazie ai petrodollari potranno costruire un palazzetto alto solo un chilometro. Riprendendo una recente pubblicità televisiva, dovevano fare molto di più, perché un chilometro è troppo poco, anche perché spenderanno soltanto 1,2 miliardi di dollari. Insomma, se vogliono far girare davvero tutta l'economia mondiale, devono impegnarsi di più e casomai chiamare qualche disoccupato del Primo Mondo; cos'è devono tenersi tutti i guadagni per loro? Siamo mica matti!
  • Qatar: è il paese con il PIL pro capite più alto al mondo e nessuno ne parla. Organizzerà i mondiali di calcio nel 2022, ma sembra una cosa strana solo perché ci saranno 50 °C all'ombra. Insomma si vuole sempre e solo parlare male di questo piccolo stato del Medio Oriente. Secondo me c'è un grande complotto dietro a questa storia. Solo noi di Boyager potremo scoprirlo!
  • Wendell Berry, contadino del Kentucky: ho scoperto che c'è un contadino del Kentucky che è poeta e intellettuale. Buon per noi, almeno non tutti stipulano mutui subprime.
In pratica dobbiamo rassegnarci all'evidenza che ci sarà qualcuno che sarà messo meglio di noi e che sguazza nell'oro. Quindi mettiamoci l'animo in pace, se no rischiamo solo di farci del male invidiando queste fior fior di nazioni.

domenica 14 agosto 2011

Economie in crisi in chiave ironica

Siccome in molti capiscono poco di economia, cercherò di fare un riassunto in chiave real-ironica sulla situazione attuale di alcuni paesi messi male:

  • Italia: parto ovviamente dalla nostra patria natia. Storicamente l'Italia è sempre messa male, con un debito pubblico alle stelle e, ciclicamente (più o meno con la frequenza del ciclo delle macchie solari), dobbiamo fare una manovra lacrime e sangue per pararci il deretano dalla caduta nel burrone, che i tecnici chiamano default. In realtà ci salveremo come al solito, perché inspiegabilmente non siamo mai falliti nonostante un trentennio di governi pessimi tranne qualche rara eccezione.
  • Stati Uniti: di solito hanno le spalle coperte (sono loro che hanno finanziato quasi tutta l'Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale), questa volta rischiano di rimanere in braghe di tela, soprattutto perché dopo il declassamento di S&P's (la stessa che aveva dato "A" come rating alla banca Lehman Brothers) del rating sul loro debito, i cinesi potrebbero prendere la saggia e drammatica decisione di ammazzare definitivamente la prima potenza mondiale e prenderne il loro posto vendendo i titoli di stato americani poiché ne hanno tantissimi e una loro svalutazione potrebbe costare ai cinesi un botto di soldi. A questo punto è meglio mettere le mani avanti e inneggiare subito al Partito e al Comunismo-capitalista cinese.
  • Spagna: il Zapata, dopo anni di riforme su riforme, si è accorto di avere speso un po' troppo ed è così che la Spagna è messa come noi (o peggio) e, per evitare una storica figuraccia alle prossime elezioni, ha giustamente deciso di indire una tornata elettiva anticipata e di ritirarsi a vita privata. Peccato che qualcuno che abita nel Belpaese non prenda la stessa decisione.
  • Grecia: lo stato ellenico è quasi vicino al collasso da ormai due anni, ma stranamente sembra non fallire mai. Forse che i rettiliani ci hanno messo lo zampino? Oppure sono gli illuminati del Nuovo Ordine Mondiale a impedire il fallimento per non essere scoperti e ordire così nuovi terribili complotti grazie al suo potente impero capitalista? Solo noi di Boyager potremo scoprirlo!
  • Irlanda: è da un po' che non se ne parla più. Com'è messa l'Irlanda mi chiederanno i miei numerosissimi lettori? Sento un mio amico che è lì poi vi faccio sapere!
  • Dubai: nel maggio del 2010 Dubai ha dovuto rinunciare ad organizzare i mondiali di nuoto del 2013 per problemi economici. Se sono messi male loro che hanno il petrolio, cosa potremo fare noi?!?!?!
  • Contadino del Kentucky: come tutti ricorderanno bene, è lui che non ha pagato il mutuo ed è lui che ha fatto partire questa crisi nel 2007, quindi possiamo continuare a prendercela con lui così abbiamo l'animo in pace.
Dopo questa attenta e approfonditissima disamina della situazione economica attuale delle nazioni più in difficoltà, spero che i miei lettori abbiano le idee più chiare.