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venerdì 28 ottobre 2011

Rifarsi gli occhi

Da un po' su Twitter seguo il sito Astronomy Picture of the Day (qui il profilo per seguirlo su Twitter) che, come suggerisce il nome, mostra un'immagine astronomica al giorno. Alcune sono davvero notevoli. E ci fanno capire quanto a volte le nostre preoccupazioni, gli avvenimenti che ci capitano intorno, le notizie che riceviamo, sono qualcosa di piccolo e insignificante rispetto a ciò che ci circonda. Le cose importanti avvengono là fuori, non qui da noi.

sabato 1 ottobre 2011

News qua e là

Il Tevatron, l'acceleratore di particelle del Fermilab, sta per essere chiuso. Sicuramente è un grosso peccato perché si chiude un'era per la ricerca made in USA, però ormai il Tevatron è obsoleto rispetto a LHC, quindi non sarebbe stato molto utile tenerlo aperto. Quello che lascia sorpresi è che sembra che gli americani non lo sostituiranno, lasciando praticamente a giapponesi ed europei il primato sulla sperimentazione della fisica delle alte energie. Sicuramente è un peccato perché più organismi indipendenti fanno misure, meglio è per la conferma dei dati sperimentali (un esempio lampante sarà la verifica sui neutrini superluminali).

La NASA ha detto che per qualche secolo possiamo stare tranquilli, perché dallo spazio non cadrà nessun grosso meteorite. Questa notizia mi ha sicuramente tranquillizzato molto (è proprio la mia prima preoccupazione che un meteorite mi cada in testa), mentre forse ci sarà grande preoccupazione per i catastrofisti che prevedono la fine del mondo, perché dovranno cercare qualcos'altro per spiegare i loro possibili cataclismi.

Una cosa invece che riguarda me: da domenica fino a mercoledì sono a Ginevra appostato dentro al CERN. Ebbene sì, vado a visitare il grande centro di ricerca sulla fisica nucleare e particellare e spero di poter fare un resoconto dettagliato della visita qui sul blog quando ritorno. Spero anche di poter scattare qualche bella fotografia da poter inserire qui. Quindi non vi preoccupate nel caso non scriva per qualche giorno e aspettate con ansia il resoconto della visita al CERN. Alla prossima!

mercoledì 14 settembre 2011

NASA e dintorni

Alcune news scientifiche: la NASA ha annunciato oggi quale sarà il successore dello Space Shuttle. Si chiamerà Space Launch System e la sua prima missione sarà nel 2017. A questo punto si possono fare due rapide considerazioni: la prima è che era ora che la NASA decidesse come mandare i suoi uomini nello spazio, perché un'agenzia spaziale senza un proprio razzo vettore parte decisamente svantaggiata rispetto alle altre; l'altra considerazione è che potevano darsi una mossa prima, perché bisognerà aspettare ben 6 anni prima di vederlo all'opera e, se capiteranno ancora problemi alle Soyuz come avvenuto recentemente, si rischia di compromettere l'intero lavoro della Stazione Spaziale e di abbandonarla temporaneamente se non ci saranno mezzi di trasporto per raggiungerla. Capisco che la NASA ha subito vari tagli di budget, ma era da anni che si sapeva quando sarebbe finito il programma Shuttle e si aveva tutto il tempo di fare un programma più economico di quello proposto in precedenza, il programma Constellation.

La seconda notizia è che anche i pianeti friggono: ebbene sì, un povero pianeta sta per essere vaporizzato dalla sua stella, a causa delle potenti emissioni di raggi X di quest'ultima, e le conseguenze per gli eventuali abitanti di quel lontano mondo saranno ovvie. Questa notizia ci deve far pensare a quanto siamo fortunati: la nostra biglia azzurra non è cotta da due soli o dai raggi X di qualche astro lontano, non ha due pianeti super giganti che destabilizzano l'orbita dei pianeti interni, non è né troppo vicino né troppo lontano dalla sua stella, insomma si sta che è una meraviglia. Bisogna vedere le situazioni più estreme per apprezzare di più il posto in cui si vive.

mercoledì 10 agosto 2011

San Lorenzo

Come ogni 10 agosto, oggi si proverà a guardare qualche stella cadere e, puntualmente come ogni 10 agosto, rimarrò deluso dal fatto che non ne vedrò manco una (credo di averne viste un paio in vita mia). Comunque, la cosa che mi lascia sempre a bocca aperta quando guardo il cielo è pensare alla distanza incredibile che c'è tra noi e quei piccoli puntini luminosi e pallidi e pensare a quanto siamo piccoli e inutili in questa porzione di universo. Tanto per rendere l'idea ecco come siamo a 6 miliardi di chilometri di distanza. Questa foto è stata ripresa dal Voyager 1 e noi siamo quel piccolissimo puntino blu nella banda marrone. Questo dovrebbe farci capire e inquadrare il nostro ruolo nella natura: siamo su un piccolo pianeta dove la sorte ha permesso lo sviluppo della vita, ma in realtà a grandissime scale siamo meno che una goccia d'acqua in un oceano pantagruelico.

P.S.: che termine figo che ho trovato!