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giovedì 8 dicembre 2011

Le ripetizioni, l'IVA e l'IRPEF

Come molti studenti universitari, do ripetizioni per guadagnare qualcosina ed essere un minimo indipendente economicamente. Il problema che però molti si pongono (o almeno io mi pongo ogni tanto) è: sto facendo qualcosa di legale? Oppure sto fregando soldi evadendo le tasse? Siccome su internet ho visto che non c'è una discussione organica su questa situazione, cerco di riunire qui quello che ho trovato.

Mi è capitato di sentire dei miei amici dirmi: "ah, ma se dai ripetizioni fai tutto in nero, dovresti versare l'IVA". Questo sembra essere un primo piccolo mito da sfatare, perché le ripetizioni sono esenti dall'IVA. Proprio così, infatti se si va a leggere il D.P.R. 633/72 all'articolo 10 comma 20 si legge (grassetti miei):
"Operazioni esenti dall'imposta: 1. Sono esenti dall'imposta: [...] 20) le prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale;"
Quindi per fare ripetizioni a titolo personale (come fanno gli studenti) non c'è bisogno di aprire una partita IVA e non c'è pertanto bisogno di rilasciare una ricevuta fiscale. Quello che però bisognerebbe fare è rilasciare una sorta di ricevuta non fiscale che attesti l'effettivo pagamento, perché le ripetizioni sono esenti dall'IVA, ma sono entrare che devono essere riportate quando si fa la dichiarazione dei redditi. Ed è qui che entra in discussione un altro fattore: devo quindi fare la dichiarazione dei redditi? Dipende da quanto si guadagna; come viene infatti riportato in questo link, se un lavoratore autonomo (per la dichiarazione dei redditi 2011 riferita all'anno fiscale 2010) ha guadagnato meno di 4.800 euro in un anno, è esentato totalmente dal pagare l'IRPEF, mentre se guadagna di più deve dichiarare e pagare le tasse. A questo punto dipende dalla situazione economica del singolo studente: se lavorando guadagna più di tale cifra, dovrà dichiarare e pagare l'IRPEF, se invece sta sotto tale cifra sarà esentato dal pagamento.

Ovviamente a questo punto le cose si possono complicare parecchio (tipo per i dottorandi che si fa? Io di questa cosa non ne so molto) e anzi vi consiglio vivamente di lasciare un commento per dire se c'è qualcosa in più a riguardo o se quello che ho scritto contiene qualche imprecisione. Però credo che la cosa più importante da sapere è che se si danno ripetizioni a titolo personale non si fa un lavoro in nero come ogni tanto si sente dire, ma si fa qualcosa di legale (e anzi a mio parare incoraggiato).

45 commenti:

  1. Se a dare lezioni è uno studente che non ha altro reddito, hai ragione. Sotto i 4800 euro non ha tassazione IRPEF. Ma se fare lezioni è affiancato a un altro reddito (ovvero l'insegnante fa anche altro a partita iva, è assunto, magari part-time), il "reddito da lezioni" è da dichiarare e ci va pagata sopra l'IRPEF.
    Come praticamente si possa fare sta cosa, con che costi accessori eccetera, non so, ma vedo di informarmi.

    Grazie per l'approfondimento, anyway!

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  2. Avevo dato un occhio qui e la cosa sembra non proprio banale: bisogna fare una doppia ricevuta non fiscale, tenersi una copia per sé (e darne una all'allievo) e dichiarare questi guadagni in una sezione apposita del modulo 740. Però così facendo siamo ancora nel caso di lavoratore autonomo, per il lavoratore dipendente non ho trovato granché, ma è sempre meglio che niente.

    Prego camicius, spero che si possa approfondire di più questo argomento che viene trascurato da molti, ma importante per evitare di trovarsi la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate sotto casa. :-D

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  3. Se sei dipendente e hai altri redditi (mi è capitato un anno per una prestazione occasionale) devi fare il modello unico (credo) e segnalare i redditi diversi. In ogni caso domani vedo uno dei miei colleghi che le dichiarazioni dei redditi le fa, e vedo di capirci qualcosa di più.

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  4. Perfetto, fa sempre comodo sentire uno che di queste cose ne sa. :-)

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  5. Non ritengo corretto dire che se la prestazione è esente da IVA allora non serve la partita I.V.A. Ritengo inoltre, che se siete studenti non abbiate la qualifica di insegnanti, per cui la prestazione debba essere soggetta ad I.V.A. Ritengo anche che, l'avere un reddito inferiore a 4.800 euro, vi porti a non pagare imposte poichè le detrazioni le abbattono, ma che non siate esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e all'iscrizione alla Gestione separata INPS. Quanti "ritengo"...la materia è complessa, come sempre.

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    1. Io non sono d'accordo con quanto dice lei. Io sono uno studente laureando, e faccio lezioni private di matematica e fisica da diversi anni. Ho seguito in poco più di 3 anni, circa 30 ragazzi, sia di liceo classico, che scientifico, che industriale e ho preparato per i test di ammissione ad ingegneria. Il risultato è sempre stato soddisfacente e ottimale: recupero di debiti, test superati e condotta scolastica eccellente. Non è necessario, a volte, avere una qualifica: basta la passione e la serietà nel fare ciò che si ritiene giusto e costruttivo, per se e per gli altri.

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  6. Sicuramente la materia è complessa (probabilmente un commercialista aiuterebbe), però il decreto riportato è abbastanza chiaro a riguardo: non si parla espressamente di insegnati, ma di prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere e tra chi può dare prestazioni educative ci sono anche gli studenti (non solo gli insegnanti). Comunque la situazione è talmente intricata che forse bisognerebbe chiedere a un esperto per avere conferma.

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    1. Il fatto che una prestazione sia esente iva non significa che chi la esercita non debba avere la la partita Iva: per esempio le attività sanitarie sono tutte esenti iva ma chi la esercita abitualmente deve avere la partita iva es nlla fattura scrivere esente iva a sensi dell'art.5, chi fa abitualmente lezioni private, anche sec ha un altro lavoro, deve avere partita Iva e rilasciare fatture esenti art.10.

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  7. Ho parlato con due esperti e hanno idee contraddittorie. Appena riesco li faccio confrontare, e poi vedo di mettere giù un tutorial o qualcosa di simile. Nulla di garantito, ma che abbia un senso...

    ciao
    Andrea

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  8. Sarebbe già tanto. Grazie mille per l'aiuto!

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  9. Attenzione Paolo, prestazioni didattiche rese da istituti pubblici o riconosciuti. Il decreto è chiaro ma va letto bene. Ciao

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  10. Viene però riportato nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale. Bisogna capire cosa si intende per insegnanti, se uno che fa l'insegnante come mestiere o la generica persona che insegna qualcosa a qualcun altro. Nel post l'ho anche segnato in grassetto proprio per mettere in risalto che mi riferivo a quella parte del decreto, quello che c'è scritto prima è di relativo interesse perché volevo concentrarmi sulle lezioni private (o meglio date a titolo personale). Grazie comunque per la segnalazione!

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  11. Ciao Paolo anche io come te mi occupo di Fisica e per mantenermi casa, università e divertimento, affianco le ripetizioni alla mia attività di consulente informatico con regolare partita IVA in regime dei minimi.
    Purtroppo in questo mare di leggi è difficile capire quale sia l'interpretazione corretta dell'articolo che citi, e in generale di qualsiasi legge (non fisica).
    Ho ricevuto versioni contradditorie da molti "dottori" commercialisti, sarebbe utile un intervento o una comunicazione da parte del ministro della Istruzione e dell'Agenzia dell'Entrate.
    Sarebbe piacevole, se l'università o la scuola stessa dasse la possibilità di fornire il nostro supporto agli studenti in maniera regolare. Con questo intendo che la scuola dovrebbe mettersi tra noi e lo studente assorbendo per noi tutti quegli oneri burocratici che permettono di pagare le tasse. Ovviamente non a titolo gratuito ma ritenendo una somma dal corrispettivo pagato dallo studente.
    Bando a ciò, la mia esperienza è stata piuttosto positiva, nel senso che sono stato chiamato dalla scuola superiore che ho frequentato per tenere i corsi di recupero di Fisica ed Elettronica.
    Mi pagano 50 euro all'ora lordi e trattengono il 20%, tutto con un contratto regolare.
    Inoltre conosco altri ragazzi che lavorano in una scuola privata che offre ai propri studenti lezioni private a pagamento proprio nel modo che ti ho esposto prima.
    Per regolarizzare le lezioni che offro al di fuori delle mura della scuola, ho esteso la mia partita iva al campo delle lezioni private.
    Questa scelta è abbastanza conveniente, considerando il fatto che da quest'anno il regime dei minimi ti "costringe" a pagare all'erario solo il 5% dei ricavi ottenuti rispetto al 20% degli anni scorsi.
    So di essere stato un po' lungo ma spero che il mio breve racconto aiuti a capire un po' di più come muoversi nei meandri della burocrazia italiana.

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    1. ciao, mi chiedevo se bisogna per forza aver frequentato la scuola con cui collaborare per dare ripetizioni..oppure se basta chiedere di lavorare con loro

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  12. Due domande per benazhack.
    Alla mia attività principale di sviluppo software, vorrei affiancare quella di ripetizioni di matematica.
    Tu quale codice Ateco hai scelto: io pensavo 85.59.90 (Altri servizi di istruzione nca). Può andare?
    Alla fine, tu conteggi l'iva oppure no?

    Grazie

    Patrizia

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  13. ci sono un pò di prediche ma è esaustivo

    http://www.math.unipd.it/~mezzetti/Tasse/

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    1. ma questo articolo è anteriore alla legge Biagi. non esiste.

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  14. ma siete pazzi. 1) le ripetizioni saranno sicuramente esenti iva. tuttavia 2) è IMPOSSIBILE uscire dignitosamente ad essere tassati senza studi di settore, redditi presuntivi ed altro in questo modo 3)NON E' AFFATTO IMMORALE tenersi i soldi e punto. A parte che se ne andrebbe via circa metà in tasse, poi dovreste calcolare acconti, etc. quindi 1h lezione = 40 euro ? e chi la paga ?? , a parte questo, questo stato i soldi li sperpera e li ha sperperati. Ciononostante ha un patrimonio sufficiente,se venduto, a dare un pò di sollievo alla situazione . E anche se voleste essere dei talebani delle tasse le sommette che fate è IMPOSSIBILE, con buona pace di Mezzetti, che non sa nulla del sistema fiscale italiano, assoggettarle a tassazione senza ci rimettiate, quindi non facciate più lezioni. 4) ciò non vuol dire che che certi(e) insegnati che pontificano sull'evasione , e fanno 1000 h di lezioni private al mese, abbiano il diritto di farlo. E' tutto il sistema che è marcio. Inoltre queste sono le cose su cui anche Scandinavia si chiuderebbero 2 occhi. L'unica cosa morale è piantarla di dire cretinate da ignoratni (per gli amici che dicono" evadi" : prima aprano attività, poi vengano a parlare) e fare le lezioni al meglio.

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    1. Le ripetizioni non sono esenti iva. Il mio collega esercita da 4 anni a casa e ha sempre fatturato senza iva ed all'improvviso l'agenzia delle entrate ha preteso l'iva di tutti gli anni con interessi e penali. Sostengono che la qualifica di insegnante consiste in colui che insegna di ruolo a scuola o altrimenti con abilitazione tfa o siss

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    2. Potresti approfondire la questione? Mi interessa molto. Vorrei sapere in particolare che motivazione è stata presentata all'agenzia delle entrate e perché è stata rigettata. Mi faresti un grande favore.

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  15. Il codice ateco per le ripetizioni... da pazzi. Sì, e poi i contributi inps al 27,62% che diventerà 28 o 30%, con acconto dell'80% per l'anno successivo, poi lo studio di settore, poi l'acconto irpef, poi le plusvalenze sui beni strumentali, poi magari è anche attività d'impresa quindi fatture per competenza ... ma siete PAZZI. Un paese civile, ossia UK, fino a 70k /anno lordo lascia tenere una contabilità ragionevole e queste sommette sono per legge esentasse. Ma voi talebani, che non sapete un cazzo del mondo reale, a bearvi di quanto bello è strozzare l'economia con i prelievi ..

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  16. Un conto è se le ripetizioni le fate per una scuola privata o per l'uni. Un conto se per uno studentello. Per starci dentro dovreste chiedere a questo tipo 40-50 euro all'ora. E vediamo quanti clienti avrete. Nel mentre, anche i contributi degli impiegati pubblici, nonchè le loro tasse, sono pagate figurativametne (cioè non sono pagate proprioi dallo stato a sè stesso, ovvero tutto il pubblico si regge sugli incassi del privato), per es. QUindi l'UNi può anche starci dentro, il privato difficilmente Mezzetti, uno che studia algebre dei gruppi abeliani e cose complicatissime dovrebbe aver assimilato certi principi di economia di pensiero fra cui il non dire scemenze su cose di cui non si sa- colpevolmente, perchè basta informarsi, non è complicato per un intellettuale- assolutamente NULLA.

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  17. è disarmante leggere di gente che vuole insegnare ai giovani, si innalza al nobile ruolo di maestro e poi non vuole pagare le tasse... io e i miei fratelli, a Roma, abbiamo aperto un centro dove facciamo ripetizioni a circa 30 euro l'ora (anche meno, se c'è continuità) e ci paghiamo le tasse sopra! (codice attività 85.59.90) I contributi no, perché un professore già paga i contributi e sono riuscito ad avere un esonero dall'INPS per evitare la doppia contribuzione. Ci perdo tantissimo tempo, non solo per la dichiarazione dei redditi, ma per tutta la contabilità, e ci rimangono molti meno soldi, ma faccio le cose come vanno fatte. C'è gente onesta in giro (non penso assolutamente di essere il solo) quindi piantiamola con le scuse "lo fanno tutti", "è un paese che non funziona", etc.
    Magari poi sarò io a pagare qualche multa perché facendo tutto in regola mi sono esposto a problemi interpretativi su tanti elementi, ma la legge è una cosa, la moralità un'altra.
    E si prova sempre a rispettare la prima, se si vuole rispettare la seconda.

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    1. Beh avere un centro di ripetizioni è un po' diverso... E credo che sopra si parlasse di chi fa ripetizioni occasionali. Sicuramente non è regolare intascare i soldi e basta (per prima cosa si potrebbe fare riferimento alla legge Biagi per capire se è attività occasionale o no)... ma dubito fortemente che la questione tasse sia regolamentata come nel tuo caso...

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    2. Qui si parla esplicitamente di ripetizioni date a titolo personale. È ovvio che un'agenzia che fornisce ripetizioni non a titolo personale non rientri in questo ambito. La legge mi sembra molto poco ambigua su questo punto.

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    3. Grande Anonimo "1°". Ti apprezzo molto e sono uno degli onesti come te. Ho aperto partita iva da poco per fare il traduttore ma mi si è presentata l'occasione di dare delle lezioni d'inglese quindi mi sto informando su come fare per inserire anche questa attività in quelle che esercito tramite la mia partita iva. (è per questo che sono capitato su questo sito). Incredibile leggere alcuni commenti in cui Noi che ci sbattiamo per cercare di fare le cose in regola e pagare le tasse siamo insultati e definiti "talebani che non sanno nulla del mondo reale" (cito da un commento precedente). Incredibile.

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    4. Dato che parlate di un centro, per l'IVA come vi siete regolati? Ripetizioni esenti? Voi oltre alle lezioni private siete anche insegnanti o no? Grazie mille di tutte le informazioni che vorrete aggiungere!

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  18. Ciao a tutti, io sono anni che vivo facendo lezioni private. Ho ovviamente partita iva. Per quanto riguarda il versamento dell'iva, questi risulta essere un problema: l'articolo non precisa cosa si intende come insegnante, quindi per evitare problemi è consigliabile versare l'iva. Io ho interpellato decine di commercialisti e nessuno mi ha dato una risposta certa, se non quella di versarla comunque per non correre rischi.
    Inoltre quando ho aperto partita iva ero nel regime dei minimi, poi appena uscito subito ho dovuto pagare migliaia di euro per essere congruo negli studi si settore; penso che il regime agevolato sia una specchietto per le allodole: una volta usciti meglio chiudere subito tutto (tranne nei casi di fatturati oltre i 20.000 euro).
    Purtroppo aprire una attività in Italia non è consigliato, considerando poi che lo stato se la prende sempre con i più deboli, perchè più facili da fregare e da intascare!
    Ciao a tutti

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    1. Ciao! anche io sto pensando di 'iniziare'. Rientrerei ancora per un po' di anni nel regime dei minimi e questo mi dà un po' più di coraggio per tentare l'avventura... mi piacerebbe sentirti per poterci confrontare, io ho tanto da imparare ma penso anche che sarebbe interessante poter avviare uno scambio di esperienze per il futuro. Puoi scrivermi all'indirizzo: teresa.info.1@gmail.com

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  19. Ciao!mi sono trovata per caso in questa discussione e non poteva essere più utile per la mia situazione! Sono una studentessa di Ingegneria, ma da anni mi piace dare ripetizioni a ragazzi di medie inferiori e superiori(qualsiasi materia), oltre ad aiutare nei compiti del weekend bambini delle elementari..E' sempre stato occasionalmente, ma da quest'anno vorrei cercare di renderlo più un "lavoro" possibile. Non sapevo della possibilità di lavorare affiancati ad una scuola, qualcuno può spiegarmi a chi rivolgersi o se è necessario avere un titolo di studio apposito?

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  20. Se si fa anche assistenza tesi oltre che lezioni private l'IVA si paga senza più dubbi? e quale diventa il codice ateco?

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  21. Ho letto tutti i commenti ma non mi è chiaro l'iter burocratico per diventare "insegnanti legalizzati di ripetizioni occasionali". Qualcuno ha un'idea più precisa? Non sono un insegnante pubblico, nè abilitato all'insegnamento, ma solo iscritto in 3° fascia e da poco dottore di ricerca, se volessi ogni tanto dare ripetizioni in casa, cosa devo fare per non ritrovarmi la GdF fuori casa?

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  22. sono un insegnante in pensione, come devo fare per dare ripetizioni rispettando la legge?

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  23. sono un'impiegata. Laurea in lettere e spec. in archeol. Vorrei dare ripetizioni a basso prezzo, in materie umanistiche, pur non avendo l'abilitazione all'insegnamento. secondo voi posso?

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  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  25. ...Che dice la legge per chi vuole dare lezioni con libera donazione?

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  26. "nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale" -->uno studente universitario non è un insegnante!

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    1. La parola "insegnante" non è un titolo riconosciuto e tutelato dalla legge. Non si deve fare confusione con "Dottore" o "Libero Docente", che sono invece titoli che richiedono un certo tipo di Laurea e/o abilitazione.

      Esistono un sacco di aziende che fanno corsi di formazione, in cui ci sono insegnanti e allievi.

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  27. Purtroppo le informazioni che si trovano su internet sembrano spesso poco attendibili e contraddittorie. Sto pensando se aprire un forum, mailing list, o gruppo facebook con lo scopo di spiegare questa materia: vedo che siamo in molti a voler pagare le tasse!

    Poi chi sa, magari faremo una super-colletta per chiedere a un team di commercialisti e avvocati di esporre la risposta a tutti i nostri dilemmi :-D

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    1. Se aprite qualche altro gruppo di discussione vi prego di scriverlo anche qui, così che gli interessati riescano a seguirlo.
      Riguardo ai dilemmi c'è la possibilità di chiedere ufficialmente all'Agenzia delle Entrate tramite un interpello: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/documentazione/interpello/
      Qualcuno l'ha già fatto?

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    2. Ciao sono lo stesso di prima, che piattaforma suggerisci per il gruppo di discussione?

      Penso che l'ideale sarebbe che;
      1) Fosse reperibile per chi fa le ricerche: vogliamo essere trovati da google
      2) I messaggi fossero privati (le 2 caratteristiche sono incompatibili su Facebook per quanto ne sappia)
      3) E magari si potessero cancellare i messaggi vecchi (per evitare problemi nel caso di irregolarità) ☺
      4) Fosse semplice accedere (Facebook qui è il massimo perché la gente lo usa comunque, mentre un forum sarebbe più macchinoso...)

      Dove possiamo farlo? Le mailing list di yahoo farebbero al caso nostro?

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    3. Ciao! Ho risposto, ma non vedo il mio commento.
      Non ho capito cosa intendi per messaggi privati: se sono privati come fa Google a indicizzarli e quindi a renderli trovabili?
      A me pare che questa pagina vada già bene, ma posso mettere un articolo sul mio sito ed aprire i commenti là.

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    4. Se si fa un sito privato, la pagina di presentazione può comunque essere pubblica ed essere indicizzata. Comunque a ripensarci tanto vale rendere tutto pubblico... basta essere prudenti nel non scrivere consigli legali.

      Riguardo l'articolo nel sito... pensavo fosse utile un gruppo di discussione più approfondito che i commenti ad un articolo... Per fare un esempio entrando nel merito della questione: ci sono almeno tre soluzioni per cui uno potrebbe optare per rispettare la legge: i voucher dell'INPS, il lavoro occasionale fra privati (legale a certe condizioni) e l'apertura di partita IVA. L'argomento è decisamente complesso. Purtroppo non conosco bene quale piattaforma possa essere più adatta (il blog secondo me no, poi ci sono i forum, le mailing list... ma non conosco bene queste cose).

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    5. Se può servire, io mi sono informata all'agenzia delle entrate di Udine, ma non ho ottenuto un'informazione certa.
      La prima persona con cui ho parlato non sapeva darmi una risposta; anzi, anche se non del tutto apertamente, mi ha fatto capire che è meglio svolgere tale attività in nero!!!! Non ho parole!
      Poi ha chiesto a un collega il quale, dopo una rapida ricerca al computer, mi ha confermato che le ripetizioni impartite a titolo privato, anche se non ho l'abilitazione all'insegnamento, sono esenti iva. D'altra parte l'abilitazione serve solo per insegnare nelle scuole!
      Però non mi ha rilasciato niente di scritto, e quindi non mi fido completamente, anche perchè, come detto in questo post, le interpretazioni sono piuttosto discordanti.
      Nella speranza di avere notizie più sicure, per ora ho deciso di tenermi il vecchio lavoro, accantonando l'idea delle ripetizioni.
      Non mi piace l'idea di poter incorrere in sanzioni, nè tanto meno l'idea di lavorare in nero.

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  28. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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